Sezione Orientale
Descrizione
La sezione delle Collezioni orientali è costituita da quattro distinte raccolte che rappresentano un patrimonio librario unico nel panorama delle biblioteche italiane: si tratta dei Fondi Arabo, Cinese, Giapponese e Slavo. Per ciascuna area linguistica è disponibile in Sala una sezione di reference a scaffale aperto, mentre le raccolte librarie sono conservate nel Magazzino generale e in quello dei Rari. Tutti i manoscritti antichi in lingue orientali sono confluiti nel Fondo Manoscritti Orientali.
Fondo Arabo
La collezione dei Testi Arabi, pervenuta in biblioteca grazie ad un acquisto mirato commissionato nel 1913 a Carlo Alfonso Nallino – professore di Istituzioni e Storia musulmana all’Università di Roma -, da parte dell’allora direttore Giuliano Bonazzi, copre vari ambiti della cultura araba: lingua, letteratura, religione, diritto e storia.
Fondo Cinese
Il nucleo originario della raccolta risale all’attività missionaria dei gesuiti in Cina tra XVI e XVIII secolo, e confluì nella Biblioteca nazionale, insieme alle raccolte dei gesuiti e ad altre biblioteche monastiche, al momento della sua costituzione (1875). Negli anni successivi vi si aggiunsero la biblioteca di Carlo Valenziani, professore di Lingue e Letterature dell’Estremo Oriente all’Università di Roma e i volumi raccolti dalla Legazione italiana e dal Comando delle Forze armate italiane a Pechino nei primi anni del XX secolo. Nella seconda metà del secolo il Fondo si ampliò acogliendo la raccolta Perris (1959) e la biblioteca dell’Associazione Italia-Cina (1993). Importante soprattutto per i testi legati all’attività dei missionari e grazie alle successive acquisizioni, la raccolta fornisce strumenti e fonti indispensabili per lo studio della Cina classica. Il fondo (circa 20.000 volumi a stampa per 7.500 titoli) comprende anche numerose testate di periodici e quotidiani.
Fondo Giapponese
I primi libri giapponesi sono pervenuti alla fine del secolo XIX grazie all’acquisizione della biblioteca di Carlo Valenziani, professore di Lingue e Letterature dell’Estremo Oriente presso l’Università di Roma. La raccolta si ampliò nel 1915 con un ulteriore acquisto per un totale di 1380 volumi, e successivamente con la biblioteca di Guido Perris, funzionario dell’Istituto Internazionale di Agricoltura. Il nucleo principale della raccolta risale al periodo Meiji (1868-1912), e offre strumenti e fonti per lo studio della civiltà classica giapponese.
Fondo Slavo
Il fondo slavo, costituito da sei distinte collezioni, si è venuto formando e accrescendo negli ultimi decenni del secolo XX, fino a diventare una delle più importanti collezioni di slavistica conservate nelle biblioteche italiane.
La prima raccolta pervenuta in dono nel 1971 fu quella di Giovanni Maver, insigne slavista; successivamente vennero acquisite la biblioteca dell’Associazione Italia-URSS (1993), la biblioteca di Tommaso Napolitano (1995), la biblioteca Gogol (1998, in deposito permanente da parte della Regione Lazio), le biblioteche dei professori Ettore Lo Gatto (2002) e Michele Colucci (2004).
Cataloghi
Sono disponibile in sala cataloghi a schede.
Il fondo cinese è disponibile online.
Il fondo slavo e consultabile con l’OPAC BNCR.